Articoli
BEFANA 2005, ECCO L’ELENCO DEI “PEGGIORI" DELL’ANNO. AD ALCUNI IL CARBONE, AD ALTRI CONSIGLIAMO DI FARE UN SALTO IN MINIERA
Com’è ormai tradizione di “Teatro Naturale”, ad ogni inizio d’anno provvediamo ad assegnare l’inglorioso titolo a chi, nel corso del 2004, ha assunto atteggiamenti poco opportuni se non addirittura disdicevoli. Ci sono delle new entry e delle riconferme
08 gennaio 2005 | T N
Gianni Alemanno. Ci risiamo: manca di incisività . Eâ la solita solfa. Si occupa molto di problematiche politiche interne al partito. Lâagricoltura? Certe volte. Il tema fisso è lâOgm. Tira tanto, perché non cavalcarlo? Per il resto rilascia dichiarazioni su tutto. Si è forse dimenticato dâessere Ministro alle Politiche agricole?
Anna Bartolini. Ovvero, quando le castronerie in tema agroalimentare â olivicolo, in particolare - si sprecano e non si fermano. Carbonecarbonecarbone: leggete pure le motivazioni: link esterno . E se avete voglia anche questâaltre: link esterno . Insomma: carbonecarbonecarbone. Anche al direttore del settimanale âOggiâ: non ha mai replicato al nostro disappunto... Ma quale attendibilità possono vantare certe testate giornalistiche quando danno di testa? Carbonecarbonecarbone...
Commissione Ue. Hanno svenduto dinsivoltamente i propri vini in cambio di che cosa? Che fine ha fatto quellâidea di riforma che avrebbe dovuto indicare il nuovo iter di sviluppo per il nostro vino europeo?
La Commissione Ue ha deciso di modificare il Regolamento n.753/02 che disciplina le indicazioni che si possono apporre sullâetichetta dei vini, proprio in quella parte che dovrebbe invece tutelare alcune delle nostre produzioni più famose. Questi commissari hanno per fortuna chiuso il proprio mandato, a loro carbone e carbone e solo carbone. E i nuovi commissari? Speriamo bene.
Paolo De Carolis. Il presidente del Cno è stato il protagonista di una rivoluzione culturale senza precedenti. Per dare il via alla Campagna di informazione a cura del Consorzio nazionale olivicoltori ha optato per la presenza del âcelebrity chefâ Gianfranco Vissani.Ben fatto. Sì, ha scelto proprio lâuomo di Baschi, colui, per intenderci, che ha dato un forte scossone alla storia sostenendo che l'olio di oliva è giunto a noi dallâAmerica nel 1492. Con Cristoforo Colombo. Poveri noi, però, che ci siamo illusi per tanti millenni pensando agli olivi dei Paesi del Mediterraneo: link esterno
Teresio Delfino. Alemanno gli ha conferito la delega sul vino, ma alla trasmissione âReportâ â con la brutta figura rimediata - ha messo in luce quanto sia intrinsecamente impreparato sul tema. Che studi un poâ di più. Se lo desidera possiamo consigliare testi e quantâaltro necessario. Lâagricoltura non è una baggianata.
Franz Fischler. Dio sia lodato e benedetto, finalmente se ne è andato, con i fischi di tutti gli agricoltori europei. Si occupi dâaltro, non è cosa. Leggere qui per conoscerlo meglio: link esterno
Grossisti/Grande Distribuzione. Costi, ma quanto ci costi? Cari commercianti, un esame di coscienza sarebbe più che opportuno. Solo un poâ di carbone?
Bernardo Jovene, Report, Rai. Tanto chiasso, esasperazione e polemica. Per cosa? Prima lâolio, poi il vino: poi nulla più, senza diritto di replica. Lâinformazione, lâinformazione. Eâ vero, occorre essere alla ricerca della verità , ma sarebbe anche bene affrontare temi di cui non si conoscono le complessità con maggiore attenzione. La denuncia va bene, ma serve chiarezza. Sparare a zero sui comparti agroalimentari non serve a nulla. Leggi: link esterno
Numeri. Tutti danno i numeri. Anche lâIstat. Non solo il clima impazzito, non solo i politici ciechi e folli. Le statistiche e i sondaggi si sprecano. Siamo sommersi da numeri. Numeri numeri numeri. Ma quanto carbone?
Onu. Le nazioni non sono poi tanto unite, quanto a organizzazione... La burocrazia se ne è appropriata. Un poâ di carbone per nutrire e a dare la spinta giusta a quanti ne affollano le sedi?
P-P-P-Petrolieri. Tatatatatatata guerre ovunque nel nome dellâoro nero. Il petrolio è prezioso. Il petrolio è indispensabile. Le nostre operose società industriali ne hanno bisogno. Fonte dâenergia primaria anche per il settore primario, lâagricoltura. I petrolieri sanno fino a che punto ne siamo dipendenti e fanno affari dâoro. Solo carbone o in miniera? Sì, ma a lavorare...
Responsabili dei rincari. Aumenti insensati su più fronti con il nuovo anno, quasi degli atti di sciacallaggio in tempi un poâ grami: e i pedaggi in autostrada e le bollette di luce e gas e i bolli e i conti bancari e tutto il resto. Anche per le multe un incremento del 4%. E allora tanto, tanto carbone: ma che siano completamente schiacciati da tonnellate e tonnellate di carbone questi esseri, che restino gioiosamente senza respiro...
Nicola Ruggiero. Non lo abbiamo mai attaccato direttamente, ci siamo limitati a riportare i malumori e le preoccupazioni di chi sta assistendo allâingloriosa fine del nostro comparto oleario. Risultato? Il super presidente ci ha scritto irritato. Noi abbiamo risposto senza alcuna esitazione, esplicitando con molta chiarezza il nostro più vivo e indignato disappunto (ecco il link, per rileggere il tutto: link esterno). Lo merita o non lo merita il carbone? Certo, siamo in Italia, è vero; nessuno nel nostro Paese si è mai assunto le proprie responsabilità per ciò che va accadendo. Finora. La nave affonda? Nessun problema, la colpa è sempre degli altri. Anzi, di nessuno. Eâ il destino châè infausto.
Turisti del âdivertimento ad ogni costoâ. Come se non fosse accaduto nulla, è già ripartita la macchina del divertimento. Vittime tante, caos, distruzione e rischio elevatissimo di epidemie dopo il terribile maremoto nel Sud Est Asiatico del 26 dicembre scorso. Lo sappiamo tutti e tutti abbiamo partecipato coralmente al dolore. Non è bastato però il vomito di immagini rovesciato dalle Tv a dissuadere gli imperturbabili. Il divertimento per alcuni insomma continua, non può certo arrestarsi. Perché mai? Ci mancherebbe; e così dall'Italia sono già partiti i primi voli di vacanzieri, destinazione Maldive: ma che affoghino almeno nellâebbrezza delle loro coscienze⦠Non solo carbone: in miniera a lavorare!
Turisti del sesso. Gli sporcaccioni si danno molto da fare. Il sesso è il sesso. Basta pagare. Se poi coinvolge giovani creature, lâatto gaudente diventa ancora più elettrizzante. Il numero dei turisti del sesso cresce, ma ora, dopo quanto è accaduto nelle mete più ambite? Nessuna pausa. La vita sessuale continua, procede senza freni. Così Giusi Fasano, sul âCorriere della seraâ del 2 gennaio: âLudovico, forse lâunico italiano sotto le luci psichedeliche del Tiger, dice di essere veneto di Rovigo e di avere 47 anni benché ne dimostri almeno dieci di più. La ragazzina thailandese che gli stringe la mano fa cenni di assenso a ogni sua parola. Anche quando lui dice che lo so, è una tragedia. Ma io che ci posso fare? Sono venuto per divertirmi con questa, non a piangere per quindici giorni di filaâ. Solo carbone a questa genia di turisti?