Italia
Certificata la 500 milionesima bottiglia dal Consorzio dei Lambruschi modenesi
E' l'orgoglio di chi sa che può contare su una tradizione consolidata. Il famoso bollino rosso ha rappresentato uno dei primi sigilli di qualità mai attribuiti a un vino in Italia
14 giugno 2008 | T N
Cinquecento milioni. Un bel numero, non câè che dire⦠Tante sono state le bottiglie di Lambruschi Doc Modenesi che dal 1970 - anno di inizio dellâattività istituzionale dellâattuale Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi - ad oggi si sono potute fregiare del âbollino a spallaâ. Quel famoso bollino rosso, recante il simbolo del rosone del Duomo di Modena, che ha rappresentato il primo elemento distintivo utilizzato dal Consorzio per affermare lâavvenuto controllo organolettico, e che rimane tuttora uno dei primi âsigilli di qualità â mai attribuiti a un vino in Italia.
Si tratta, indiscutibilmente, di un importante traguardo operativo, sia dal punto di vista meramente quantitativo, che da quello socio-economico e âculturaleâ: 500.000.000 di bottiglie âbollinateâ, si diceva, sono un numero di per sé impressionante, che non fa altro che confermare i consistenti risultati commerciali conseguiti negli anni dai Lambruschi Doc Modenesi âLambrusco di Sorbaraâ (116.780 ettolitri prodotti con la vendemmia 2007), âLambrusco Salamino di Santa Croceâ (154.102 ettolitri), âLambrusco Grasparossa di Castelvetroâ (115.373 ettolitri), attualmente originati da una superficie vitata di 5200 ettari iscritti nellâalbo dei vigneti Doc. A tal proposito, un dato rilevante è il trend di crescita: le confezioni complessivamente controllate dal Consorzio sono passate dai 10 milioni dei primi anni ai 24 milioni del 2007.
Dâaltro canto, il conseguimento di tali traguardi quantitativi significa che il âsistema Lambruscoâ, e più in generale il sistema vitivinicolo (1.500.000 i quintali di uva lambrusco prodotti nel 2007 nella provincia, di cui il 36% denunciata come Doc) inserito nel tessuto socio-economico modenese, regge e si consolida: fattore ancor più decisivo nel moderno mondo del vino, soprattutto in questa fase in cui si rivela fondamentale lâattività di tutela e controllo per garantire trasparenza e tracciabilità del processo produttivo.
Un po'â di storia, un po'â di numeri
Il rilascio dei marchi consortili decorre dal settembre 1970, quando il Consorzio (allora denominato âConsorzio Tutela del Lambrusco-Modenaâ) iniziò concretamente la sua attività di controllo, dopo lâemanazione (esattamente il 1° maggio 1970) dei disciplinari di produzione dei tre Lambruschi a denominazione di origine controllata âLambrusco di Sorbaraâ, âLambrusco Salamino di Santa Croceâ, âLambrusco Grasparossa di Castelvetroâ. Inizialmente, e per un breve periodo, fu adottata come simbolo la âsecchia rapitaâ, che venne presto sostituita dal rosone del Duomo di Modena.
Da allora, questo marchio consortile non ha solo lâobiettivo di identificare le bottiglie prodotte dalle aziende consorziate (attualmente 13, che rappresentano circa lâ85% del Lambrusco Doc della provincia di Modena), ma funge di fatto da vero e proprio sigillo di qualità . I campioni prelevati presso le aziende, infatti, sono sottoposti a verifiche analitiche ed organolettiche; e solo se il vino raggiunge i livelli prefissati di qualità e tipicità , è idoneo a fregiarsi del marchio.
In questi 38 anni di attività , dunque, sono stati superati i 500.000.000 di bottiglie da litri 0,750 alle quali è stato concesso il marchio tradizionale, applicato sulla spalla della bottiglia, e recante la sottostante numerazione progressiva.
Va detto, a dire il vero, che il numero di bottiglie controllate dal Consorzio è notevolmente superiore ai 500 milioni (raggiunti ufficialmente a fine aprile 2008). Oltre al citato marchio tradizionale a spalla, a partire dal 1995 è stata data la possibilità alle aziende consorziate di contrassegnare i loro Lambruschi Doc attraverso una numerazione rilasciata dal Consorzio da apporre in controetichetta: ad oggi il numero di controetichette con numerazione del Consorzio supera i 24 milioni. A partire dal 2000, poi, in concomitanza con una rivisitazione grafica del marchio in occasione del cambio di denominazione del Consorzio in âConsorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesiâ, è stato realizzato anche il marchio âa collarinoâ, che i consorziati (per i Lambruschi Doc che riportano i marchi principali dellâazienda) possono apporre sul collo della bottiglia in alternativa al tradizionale marchio a spalla: di questo tipo di marchio, che riporta la numerazione del Consorzio sul retro, sono stati fino ad oggi rilasciati oltre 38 milioni di pezzi. Considerando poi i 3 milioni e mezzo di marchi a spalla del tipo autoadesivo, realizzati anchâessi con una numerazione separata, si può dire che si sono superati i 565 milioni di bottiglie da 0,750 litri.
Oltre alle bottiglie da 0,750, il Consorzio controlla altri tipi di confezione, i cui marchi si distinguono per una diversa numerazione, realizzata in colore verde: dal 1970 al 1997 sono stati rilasciati oltre 7 milioni di marchi per confezioni da litri 0,200; dal 1975 ad oggi quasi 9 milioni di marchi (a spalla o a collarino) o contrassegni per confezioni da litri 0,375 (le âmezze bottiglieâ); infine, a partire dal 1974 ad oggi, oltre 19 milioni di marchi o contrassegni per confezioni da litri 1,500.
Il totale dei marchi o contrassegni rilasciati, nelle varie tipologie e confezioni dal 1970 ad oggi equivale quindi a un numero di bottiglie da 0,750 di oltre 610 milioni.
L'âattività di controllo del Consorzio, che fino al 2005 è stata riservata alle Doc, a partire dal 2006 è stata estesa anche alla Igt âLambrusco di Modenaâ: le aziende consorziate che intendono applicare il marchio consortile alle proprie confezioni di âLambrusco di Modenaâ possono infatti sottoporle agli stessi controlli effettuati dal Consorzio per le tre denominazioni di origine controllata.
Il marchio riservato allâIgt âLambrusco di Modenaâ è simile a quello delle Doc, ma ben distinguibile per lâeffetto cromatico della colorazione in rosso del rosone del Duomo.
Fonte: Fabio Bottonelli